Archivi del mese: maggio 2008

Ciucci e SIDS

Qualche tempo fa, è stato pubblicato un articolo sul Corriere Salute intitolato “Morte in culla: il ciuccio può evitarla”. La notizia che il ciuccio potesse avere un ruolo nella prevenzione della SIDS rimbalzò ben presto su vari siti e forum dedicati alla cura dei bambini. In realtà, sarebbe stato opportuno fare alcune precisazioni.

Prima di tutto l’enfasi, posta nel titolo, sull’effetto salvifico del ciuccio sembra quanto meno esagerata. Questo dato, infatti, è basato su una pubblicazione di tre anni fa (siamo risaliti alla pubblicazione facendo una ricerca nella banca dati PubMed: F. Hauck et alt. “Do pacifiers reduce the Risk of Sudden Infant death Syndrome? A meta -analisys” PEDIATRICS Vol. 116 No. 5 November 2005, pp. e716-e723) che già all’epoca suscitò notevoli critiche, per l’impostazione della ricerca e per i risultati ottenuti, da parte sia delle associazioni per la promozione dell’allattamento al seno che da operatori sanitari.

Dando spazio alla possibilità che il ciuccio potesse proteggere dalla SIDS, si è rischiato di mettere in secondo piano il fatto che l’unico fattore preventivo su cui si sia fatta un’indagine proiettiva è la raccomandazione di far dormire i neonati sulla schiena. Questo è considerato il fattore preventivo più importante in fatto di SIDS. Inoltre, tra le cinque regole d’oro per evitare la SIDS, è importante sottolineare il fatto che il luogo più sicuro ove far dormire un neonato, per i primi sei mesi, è nella stessa camera dei genitori ( Why babies should never sleep alone: A review of the co-sleeping controversy in relation to SIDS, BedSharing and Breast Feeding. J. Mc Kenna et alt., Pediatric Respiratory Reviews, 2005, 6, 134-152. e T. Horsley et alt. “Benefits and Harms Associated with the practice of bed Sharing” Arch. Pediatr. Adolesc. Med., 161, 237-244, Mar. 2007) .

Vorremmo inoltre osservare come il ciuccio possa interferire con la riuscita dell’allattamento e come questo, in termini di salute pubblica, abbia sicuramente un impatto maggiore rispetto alla potenziale riduzione dei decessi per SIDS. Per esempio, i bambini allattati al seno si ammalano meno frequentemente di diarrea e infezioni respiratorie (questo, a sua volta, ha un effetto protettivo nei confronti della SIDS) e, in prospettiva, saranno meno soggetti a malattie come il diabete e l’obesità; inoltre, le mamme che allattano di più avranno meno probabilità di sviluppare cancro del seno e delle ovaie.
E’ provato, inoltre, che i bambini allattati al seno e che dormono vicini alla loro madre si risvegliano più facilmente dei bambini alimentati con latte artificiale. Una delle spiegazioni per la SIDS, e per il possibile effetto protettivo del ciuccio, chiama in causa proprio questa difficoltà a risvegliarsi nel caso si verificasse una situazione pericolosa durante il sonno (come una momentanea carenza di ossigeno); il dormire vicino ai genitori, un accesso libero al seno materno e, forse, il ciuccio (che però è espulso dalla bocca non appena il lattante s’addormenta) aumenterebbero la probabilità che il bambino si svegli in caso di apnea o altra difficoltà respiratoria. Se poi l’effetto protettivo del ciuccio, come spiegano anche gli autori dell’articolo, permanesse anche dopo l’espulsione dello stesso una volta che il bambino si è addormentato, si otterrebbe lo stesso effetto (con vantaggi sicuramente maggiori) lasciando che il bambino si addormenti serenamente al seno materno.
Vorremmo infine far notare il possibile conflitto d’interessi in tutta questa faccenda. L’articolo del corriere della Sear diceva che la campagna fu lanciata dalla Mam Association (probabilmente fa riferimento ad un convegno tenutosi a Milano 14 febbraio, organizzato da SidsItalia), ma, cercando con google non trovammo cenno a questa fantomatica associazione. Guarda caso, però, esiste un ciuccio a marchio Mam, diffuso, in Italia, dalla ditta Sitar (http://www.sitarhappybimbo.com/Mam.html), e, casualmente, il ciuccio illustrato nell’articolo, con una bella foto, era proprio il modello Mam Air della ditta in questione.
Siamo andati avanti con le nostre indagini ed abbiamo scoperto che tra i relatori del convegno citato c’era anche Peter Röhrig, Presidente Onorario Mam Association. Chiedendoci chi fosse, abbiamo scoperto che il signore in questione è niente di meno che il CEO (chief executive officer) della MAM baby products. Il sig. Peter Röhrig risulta anche coinvolto nella stesura della norma EN 1400, richiamata dal giornalista ed indicata come “marchio di sicurezza europea”, come si può vedere sul sito:
http://www.safetal.com/newsActive/visualizza_articolo.asp?id_articolo=119
A questo punto non stupisce più che le non dimostrate virtù del ciuccio siano state così ampiamente enfatizzate.

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