Archivi del mese: dicembre 2008

Prescrizioni pediatriche pericolose

Prescrizioni pediatriche pericolose

In Francia, nel 2005, è stata condotta un’indagine dal French Health
Insurance nel Dipartimento dell’Aude relativamente alle richieste di
rimborso farmaceutico ricevute tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre
2001.
L’attenzione è stata focalizzata sui farmaci prescritti a 41.272
bambini ed adolescenti <16 anni. I farmaci, in base alla scheda
tecnica, erano controindicati in questa fascia di età, ma 4316
bambini vi sono stati esposti.

Sono state raccolte 1282 prescrizioni relative a decongestionanti
nasali (636 prescrizioni per uso topico e 646 per via orale), la metà
delle quali (21% delle prescrizioni controindicate) a base di
pseudoefedrina, da sola o in associazione. La pseudoefedrina, come
altri decongestionanti vasocostrittori, espone al rischio di gravi
eventi avversi di tipo neurologico, psichiatrico e cardiovascolare
(cefalea, parestesie, crisi convulsive, stroke, emorragia cerebrale,
ipertensione arteriosa). Il 17% delle prescrizioni controindicate
(n=1031) riguardavano invece i FANS, inappropriati per questa fascia
d’età.

La niaprazina, un antistaminico commercializzato per l’insonnia
occasionale, è stato prescritto (soprattutto da medici di medicina
generale) a 108 bambini con un’età media di 1,6 anni, ma è
controindicato nei bambini di età ❤ anni perchè comporta un rischio
di malessere ad esordio improvviso, pallore, perdita di conoscenza,
agitazione, crisi convulsive ed ipossia.
Altre 570 prescrizioni (soprattutto da parte di pediatri)
riguardavano associazioni contenenti eucaliptolo, un derivato
terpenico controindicato nei bambini minori di 12 anni perché può
causare crisi convulsive.

Molti farmaci rilevati da questa indagine sono noti per poter causare
eventi avversi gravi ma vengono prescritti per disturbi di lieve
entità, dato sintomatico di una tendenza eccessivamente diffusa.
I bambini sono esposti come gli adulti al rischio di effetti avversi
anche gravi e fornire una migliore informazione ai pazienti ed ai
professionisti sanitari potrebbe aiutare a ridurne la frequenza.

Fonte
Prescrire Editorial Staff. Dangerous paediatric prescriptions.
Prescrire Int 2008; 17: 244.

Lettera alla Coop

Al dott. Riccardo Bagni

Vice Presidente Coop Italia

Al dott. Claudio Mazzini

Responsabile Innovazioni e Valori Coop Italia

Cari dott. Bagni e dott. Mazzini,
siamo un gruppo di mamme iscritte ad una mailing list che si occupa di
alimentazione dei bambini e delle bambine.

Molte di noi sono anche socie
Coop in diverse città sparse per l’Italia.

Alcune di noi vi hanno anche già scritto facendovi notare come in alcuni punti vendita Coop si
promuovano mediante sconti, latti artificiali per lattanti, i cosiddetti
Formula 1, pratica vietata non solo dal Codice Internazionale sulla
Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno dell’OMS, ma anche
dalla legge italiana in vigore (alcuni supermercati di altre catene sono
già stati multati su nostra segnalazione per questa violazione di legge;
segnaleremo anche le violazioni di Coop Italia, se non saranno
prontamente rimossi gli sconti).
Vi scriviamo ora perchè abbiamo visto che sulla copertina dell’ultimo
numero di Coop Consumatori è raffigurato un padre che alimenta suo
figlio con un biberon. Questa non è un’infrazione della legge,
ovviamente, e se latte artificiale e biberon non sono identificabili
come appartenenti ad un certo marchio non si tratta nemmeno di una
violazione del Codice Internazionale (anche se sicuramente ne viola lo
spirito). Ci siamo chieste perchè Coop Consumatori potrebbe aver deciso
di usare questa immagine. La scritta sotto la foto recita: dopo aver
salvato le banche, ora c’è da pensare alle famiglie. Non c’era qualche
altra immagine da usare per illustrare questo concetto? In fondo, il
latte artificiale per un lattante è, come ben sapete, un prodotto di
seconda linea, di qualità molto inferiore a quello di prima linea. E se
proprio volevate rappresentare l’alimentazione di un bambino, perchè non
scegliere dei genitori che nutrono un bambino più grandicello con
salutari alimenti complementari fatti con amore in casa e non scelti tra
quelli, di qualità inferiore, che offre l’industria, Coop compresa.
Quello che vogliamo dire con questa lettera è che volendo rappresentare
l’alimentazione infantile dovreste farlo scegliendo il meglio, e cioè il
latte materno e gli alimenti complementari fatti in casa partendo da
ingredienti freschi e naturali. Spesso su Coop Consumatori scrivete del
vostro impegno per una sana alimentazione, anche allo scopo di ridurre o
controllare l’attuale epidemia di obesità. Se volete essere coerenti con
questo impegno, cercate di non usare immagini di alimentazione
artificiale. E’ come se per rappresentare la masticazione sceglieste
l’immagine di una dentiera, invece di quella di denti belli e sani!

Inseriremo questa lettera sul nostro blog https://alibablog.wordpress.com/

Cordiali saluti

Seguono 26 firme

Allattamento e perdita dei capelli

La perdita più o meno cospicua di capelli è tipica del post-partum ed è conseguenza dello stress da parto e non dell’allattamento. Essa dipende dalla maggiore prevalenza di capelli in fase di riposo (telogen) e successiva loro caduta (effluvium), in contrapposizione alla marcata percentuale di capelli in ase di crescita attiva (anagen) durante la gravidanza. Il lasso di tempo fra stress ed effluvium è di circa 3-4 mesi, il picco a 6 mesi, e la durata fino a 1 anno o più, anche se c’è una enorme variabilità individuale. L’assottigliamento della chioma di solito si risolve dopo 18 mesi. La questione si imbroglia perchè in alcuni casi la perdita di capelli può essere sintomo di una patologia come l’ipotiroidismo, scatenato da gravidanza e puerperio; oppure di celiachia. Occorre quindi una valutazione medica che escluda queste o altre possibilità. Sugli integratori non ci sono prove di efficacia serie.

tratto dalla mailing list Ali_ba_ba