Archivi del mese: maggio 2009

Un biberon per le elezioni europee

Tra il materiale grafico promozionale delle prossime elezioni al parlamento europeo http://www.europarl.europa.eu/elections_2009_package/default.htm,  un’immagine di un biberon accanto ad un computer portatile e la scritta  “How should we help balance family and career?” ha indotto tante mamme a scrivere al Parlamento Europeo. Se anche tu vuoi far sentire la tua voce,  invia una mail con  questo o un altro messaggio al Parlamento tramite il servizio “la posta del cittadino” http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do;jsessionid=E7A163A60FCF003343A944885FE19CCE.node1?language=IT&id=48 (vai su casella postale e riempi i campi)

 O se ti trovi a Milano, dalle 9 alle 18  in Galleria del Corso c’è una choice box dove puoi inviare un video messaggio al parlamento europeo.

 “Di fronte a questa eccellente campagna (http://www.europarl.europa.eu/elections_2009_package/default.htm) per invitare il cittadino a
votare per il Parlamento Europeo, sono rimasta perplessa nel vedere il
poster con computer portatile e biberon, metafora della scelta tra
dedicare più tempo al lavoro o alla famiglia, o su come conciliare le
due cose. Non capisco quale partito votare, perchè ciò che io vorrei é
un permesso pienamente retribuito di maternità di per lo meno sei mesi
per poter allattare mio figlio o mia figlia in maniera esclusiva, che
sia indipendente dai permessi del padre e che si possa estendere fino a
quando io desideri allattare mio figlio o mia figlia. Vorrei anche poter
accedere ad un orario flessibile e ridotto di lavoro, oppure vorrei un
telelavoro, un lavoro condiviso o qualsiasi altra opzione di lavoro che
mi permetta di continuare ad allattare. Se i partiti che si presentano
alle elezioni offrono come alternativa il biberon, penso proprio che non
andrò a votare. In questo caso la vostra campagna sarebbe inefficace,
per lo meno con le madri, e siamo la maggioranza, che vorrebbero
allattare i propri figli.”

Febbre Suina

Su alibaba, una mamma ha chiesto ad Adriano Cattaneo, epidemiologo del Burlo Garofolo di Trieste, un opinione sulla febbre suina. Ecco la risposta:

“la famiglia dei virus influenzali è grande. in realtà ci sono solo 3 clan,
A, B e C, ma all’interno di ogni clan vi sono moltissime varianti e,
soprattutto, grande capacità di variare. tant’è che si può dire che ogni
nuova epidemia di influenza è causata da un nuovo virus (o quasi; a volte
ritornano). inoltre, ci sono virus influenzali per ogni specie di
mammifero, o quasi, ed in genere i virus preferiscono circolare
all’interno della loro specie prediletta. a volte però, fanno il salto di
specie. questo succede in generale quando ci sono frequenti ed assidui
contatti tra specie, nei nostri casi tra polli e umani, tra suini ed
umani, etc. quasi sempre il salto di specie finisce presto: qualche umano
si infetta, ma il virus non va più in là perchè non riesce ad adattarsi
alla nuova specie, all’uomo. più raramente si adatta ed inizia a
trasmettersi da umano ad umano. sembra essere questo il caso di questa
influenza suina.
che succederà? difficile prevedere. la trasmissione è molto facile, da
persona a persona, gli umani non conoscono frontiere, nonostante calderoli
e maroni, i virus nemmeno, gli umani tendono ad incontrarsi, ridere,
piangere, toccarsi, etc ed i virus ne approfittano. è molto probabile che
l’epidemia continui e si estenda, è sempre successo con tutte le epidemie
di influenza, succederà anche con questa. anche quando ci sarà un vaccino
a disposizione, tra qualche mese, l’epidemia continuerà ad espandersi,
perchè il vaccino antinfluenzale (per lo meno tutti quelli usati finora)
non hanno efficacia protettiva vicina al 100%, viaggiano più verso il
60-70. il che vuol dire che ci sarà abbastanza protezione individuale, ma
non protezione contro la trasmissione e l’epidemia. che quindi si spegnerà
da sola, quando non ci saranno più molti individui da infettare.
è grave? anche questo è difficile dirlo ora, perchè non sono a punto i
sistemi di diagnosi certa che permetterebbero di dire quanti ne muoiono, o
si ammalano gravemente, tra quelli infettati. forse sapremo dire se è
grave tra un mesetto, quando avremo più dati e più accurati.
si può fare qualcosa? certamente. intanto, per le persone che si ammalano,
ci sono buone cure infermieristiche di sostegno, cure per le complicazioni
e, forse, anche cure antivirali. un paio di farmaci ci sono, anche se
bisogna aspettare un po’ per sapere con certezza se sono efficaci contro
questo virus. non bisogna però riporre troppa fiducia nei farmaci, contro
i virus non sono mai così efficaci come lo è un antibiotico per una
polmonite da pneumococco. meglio, in ogni caso, adottare misure
preventive. il virus si diffonde con tosse e starnuti, quindi cercare di
evitare di tossire addosso alle persone e farsi tossire addosso. inoltre,
le secrezioni si depositano sulle mani e su vari oggetti (soprattutto
fazzoletti o roba simile). quindi lavare bene e spesso le mani, se si
usano fazziletti di carta buttarli via, se quelli di cotone lavarli sèesso
in lavatrice senza tenerseliper giorni e giorni, etc. e poi mangiar bene,
tenersi in forma.
spero di aver fatto la parte del buon epidemiologo, ciao, adriano”