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Latte artificiale = latte materno, testosterone e tante bugie

Sono usciti negli ultimi giorni vari articoli che citano una ricerca norvegese secondo la quale il latte materno non garantirebbe una salute migliore a mamme e bambini rispetto al latte artificiale. La stessa ricerca affermerebbe che è la presenza in gravidanza di alti tassi di testosterone e altri ormoni maschili a impedire poi la riuscita dell’allattamento la seno.

A questi articoli hanno dato risposta anche due autorevoli organizzazioni: l’UNICEF inglese e la Academy of Breastfeeding Medicine.

Abbiamo tradotto le loro dichiarazioni, che riportiamo di seguito.

Academy of Breastfeeding Medicine

“Gli articoli fuorvianti su studi che riguardano l’allattamento al seno indeboliscono madri e bambini”1

New Rochelle, NY, 13 gennaio 2010 –

Diverse uscite sui media hanno travisato i fatti, in articoli che riportano che l’allattamento al seno “non fa così bene come si pensava”.

I giornalisti hanno pappagallescamente ripetuto un comunicato stampa della Norwegian University of Science and Technology che inizia così: “Ti senti in colpa per non aver allattato il tuo bambino abbastanza – o non averlo allattato affatto? Tranquilla. Una nuova ricerca mostra che il latte materno non è così importante per la salute, né quella della madre, né quella del bambino.”

In realtà, lo studio non ha misurato l’effetto dell’allattamento sulla salute materna o infantile, né ha paragonato i bambini allattati al seno con quelli alimentati con latte artificiale. Lo studio ha soltanto trovato un collegamento incongruente tra i livelli ormonali in gravidanza e i tassi di inizio e durata dell’allattamento.

“Il comunicato stampa e le affermazioni dell’autore dello studio, Sven Carlsen, sono oltraggiosi e irresponsabili”, ha detto il dott. Arthur Eidelman, vice presidente dell’Academy of Breastfeeding Medicine e docente di Pediatria alla Hebrew University. “Diffondere una dichiarazione ostentatamente basata su dati che non sono collegati in alcun modo con ciò che è stato pubblicato viola i principi di base della responsabilità scientifica. Uno non può dire che il latte materno non apporta vantaggi alla salute quando non è stata studiata in alcuna misura la salute.”

Il dott. Gerald Calnen, presidente della Academy of Breastfeeding Medicine, è preoccupato che gli articoli riportati in modo inaccurato possano indebolire quelle mamme che vogliono allattare. “Le madri che vogliono allattare devono affrontare un vero e proprio campo minato fatto di strutture sanitarie di basso livello qualitativo, astensione dal lavoro non pagata, vessazioni se allatta in pubblico, e divieto di tirarsi il latte al lavoro”, dice Calnen. “L’affermazione priva di fondatezza di Carlsen che ‘il latte artificiale è buono come il latte materno’ legittima i politici, gli estranei che si indignano e i datori di lavoro a mettere in difficoltà le mamme che vogliono allattare i loro bambini.”

Secondo una recente revisione del governo degli Stati Uniti, i bambini non allattati hanno una probabilità doppia di sviluppare otiti, una probabilità di quasi quattro volte maggiore di avere polmoniti, e probabilità doppia di soffrire di diarrea.

Le madri che non allattano affrontano un maggiore rischio di diabete, sindrome metabolica, e tumori al seno e alle ovaie. “L’allattamento al seno è buono per le mamme e per i bambini”, dice Calnen. “Le madri che desiderano allattare meritano sostegno.”

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La Academy of Breastfeeding Medicine è un’organizzazione internazionale di medici dedicati alla promozione, protezione e sostegno dell’allattamento al seno e della lattazione umana, attraverso l’istruzione, la ricerca e l’advocacy (pressioni e patrocini). Organizzazione di medici indipendente, auto-finanziata, internazionale, unica nel suo genere, la mission dell’ABM è di riunire membri di diverse specialità mediche attraverso la cultura medica, lo sviluppo delle conoscenze sull’allattamento al seno e la lattazione, l’agevolazione delle pratiche ottimali di allattamento al seno, e lo stimolo allo scambio di informazioni tra organizzazioni diverse.

1 http://www.bfmed.org/Media/Files/Documents/ABM%20Reacts%20to%20Misleading%20Study%201-13-10.pdf

Dichiarazione dell’UNICEF UK Baby Friendly Initiative
sulle recenti ricerche sull’allattamento al seno1

Un certo numero di articoli di giornale hanno oggi riferito di uno studio norvegese che avrebbe trovato un’associazione tra un alto livello di ormoni maschili in gravidanza e la capacità di allattare al seno dopo la nascita. Vi si riferisce che gli autori hanno estrapolato dalle loro scoperte che l’abilità materna ad allattare dipende interamente dai livelli di questi ormoni. Vi si riporta anche che essi affermano che l’esposizione ad alti livelli di testosterone prima della nascita spiega le differenze in termini di salute tra i bambini allattati al seno e quelli alimentati col biberon. I risultati di questo piccolo studio sono interessanti e potrebbero meritare ulteriori ricerche. Tuttavia, le affermazioni relative a questi studi non tengono conto delle ampie differenze dei tassi d’allattamento al seno dei vari Paesi, alcuni dei quali hanno il 99% di madri che riescono ad allattare. Sono anche contraddette dal vasto corpus di evidenze scientifiche che mostrano che il livello di riuscita nell’allattamento al seno può essere aumentato da tutta una serie di interventi per migliorare il sostegno alle madri.”

Le affermazioni relative agli esiti sulla salute dell’allattamento al seno non tengono conto della relazione dose-risposta che è stata trovata in diversi studi, e che mostra che i bambini allattati al seno in modo esclusivo per periodi più lunghi hanno esiti complessivi migliori.

Lo studio non tiene conto, o non concorda, con i meccanismi conosciuti mediante i quali il latte materno protegge dalle malattie. Ad esempio,il latte materno contiene una serie di proprietà anti-infettive come immunoglobuline, globuli bianchi, componenti anti-infiammatori, enzimi e fattori non-anticorpi come la lattoferrina e il fattore bifidus.

L’insieme di evidenze che provano i benefici dell’allattamento al seno è ampio, e deriva da una vasta serie di studi su molte diverse malattie, condotti da numerosi ricercatori in molti diversi atenei. Sono state condotte anche revisioni sistematiche della letteratura scientifica: esse sono particolarmente utili perché eliminano gli studi deboli e uniscono le scoperte di tutti gli studi di alta qualità allo scopo di dimostrare con la maggiore attendibilità se esiste davvero un certo effetto protettivo.

È importante notare che c’è variabilità nella qualità e nello spessore delle evidenze in relazione ad alcune malattie: questo è il motivo per cui gli autori di queste revisioni tendono a richiedere ulteriori ricerche per chiarire maggiormente le scoperte. Rimane il fatto, comunque, che le prove scientifiche dei vantaggi dell’allattamento al seno sono molto forti.

Le due più recenti e influenti revisioni sono state condotte dalla Agency for Health and Research Quality e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sono riassunte di seguito:

Ip S, et al (2007) Breastfeeding and Maternal Health Outcomes in Developed Countries. AHRQ Publication No. 07-E007.Rockville, MD: Agency for Healthcare Research and Quality2. [Allattamento la seno e esiti sulla salute materna nei Paesi sviluppati].

Questa revisione, svolta negli USA, ha vagliato oltre 9.000 studi e ha utilizzato i risultati di 400. Riporta solo gli esiti di salute dei Paesi sviluppati. La revisione conclude che l’allattamento al seno è associato ad una riduzione significativa dell’incidenza di: otite media acuta, gastro-enteriti non specifiche, infezioni acute alle basse vie respiratorie, dermatite atopica, obesità, diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, leucemia infantile, SIDS, enterocolite necrotizzante, e nella madre tumore al seno e alle ovaie.

Horta B et al (2007) Evidence on the long-term effects of breastfeeding. WHO3. [Evidenze degli effetti a lungo termine dell’allattamento al seno].

Questo documento riporta una serie di revisioni sistematiche per valutare gli effetti dell’allattamento su pressione sanguigna, diabete e suoi indicatori, colesterolo nel siero, sovrappeso e obesità, e prestazioni intellettive.

Ha trovato una riduzione significativa dell’incidenza di obesità e sovrappeso e diabete di tipo 2. Ha trovato anche che i bambini allattati al seno hanno la pressione sistolica più bassa, colesterolo più basso e migliori risultati in test d’intelligenza.

Sebbene gli effetti protettivi dell’allattamento al seno sulle gastroenteriti e le affezioni respiratorie non siano stati messi in discussione, si è cercato di liquidare questi disturbi, nei paesi sviluppati, come semplici ‘imbarazzi di stomaco’ o ‘tosse e raffreddore’, quando in realtà si è verificata la riduzione delle infezioni gravi che portano a ricovero ospedaliero. Il Millennium Cohort Study è uno studio longitudinale rappresentativo della nazione che coinvolge 18.819 bambini nati in Gran Bretagna tra il 2000 e il 2002. Per 15.890 bambini nati sani, a termine, da gravidanza singola in questo periodo, sono disponibili i dati sull’alimentazione, la salute, e tutta una serie di altri fattori influenti. Questo studio ha trovato che il 53% dei ricoveri per diarrea ogni mese avrebbero potuto essere evitati con un allattamento esclusivo, e il 31% di essi da un allattamento parziale.

Un totale del 27% di infezioni alle basse vie respiratorie avrebbero potuto essere evitate ogni mese con l’allattamento esclusivo, il 25% da un allattamento parziale. (Quigley M et al (2007) Breastfeeding and Hospitalization for diarrheal and respiratory infection in the United Kingdom Millennium Cohort Study4).

È importante essere consapevoli che l’effetto protettivo dell’allattamento è più forte rispetto a certe malattie, specialmente le gastroenteriti, che rispetto ad altre come le allergie. Ciò non significa che per queste altre malattie non ci sia alcun effetto protettivo, ma piuttosto che per i bambini alimentati artificialmente il rischio di contrarre alcune malattie è maggiore che per altre. Soprattutto, se le evidenze mostrano un effetto protettivo dell’allattamento molto leggero, questo non deve far pensare che sia il risultato di una ricerca mal condotta. Perciò, descrivere una prova scientifica come debole se il grado di protezione trovato è basso, è sbagliato e ingannevole. È importante notare che un piccolo effetto protettivo dell’allattamento rispetto ad una malattia importante può avere un effetto marcato su un’intera popolazione.

Il ruolo della Baby Friendly Initiative (Iniziativa Amica dei Bambini) e degli operatori professionali è quello di dare alle donne in gravidanza e ai neo-genitori informazioni complete sull’alimentazione infantile, basate sulle migliori evidenze disponibili, in modo oggettivo e non giudicante, per consentire loro di prendere delle decisioni informate. Abbiamo bisogno quindi di aiutare le madri a prendere le decisioni appropriate per la loro specifica situazione, e di sostenerle nelle loro decisioni, qualsiasi esse siano.

La demagogia del latte artificiale gratis

 IBFAN Italia ha organizzato una petizione per modificare l’art.19 comma 18 del “Decreto anticrisi” in via di approvazione al Senato, che prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l’acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.

Per leggere e aderire alla petizione seguire il seguente link  http://nolattegratis.altervista.org/

Lettera alla Coop

Al dott. Riccardo Bagni

Vice Presidente Coop Italia

Al dott. Claudio Mazzini

Responsabile Innovazioni e Valori Coop Italia

Cari dott. Bagni e dott. Mazzini,
siamo un gruppo di mamme iscritte ad una mailing list che si occupa di
alimentazione dei bambini e delle bambine.

Molte di noi sono anche socie
Coop in diverse città sparse per l’Italia.

Alcune di noi vi hanno anche già scritto facendovi notare come in alcuni punti vendita Coop si
promuovano mediante sconti, latti artificiali per lattanti, i cosiddetti
Formula 1, pratica vietata non solo dal Codice Internazionale sulla
Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno dell’OMS, ma anche
dalla legge italiana in vigore (alcuni supermercati di altre catene sono
già stati multati su nostra segnalazione per questa violazione di legge;
segnaleremo anche le violazioni di Coop Italia, se non saranno
prontamente rimossi gli sconti).
Vi scriviamo ora perchè abbiamo visto che sulla copertina dell’ultimo
numero di Coop Consumatori è raffigurato un padre che alimenta suo
figlio con un biberon. Questa non è un’infrazione della legge,
ovviamente, e se latte artificiale e biberon non sono identificabili
come appartenenti ad un certo marchio non si tratta nemmeno di una
violazione del Codice Internazionale (anche se sicuramente ne viola lo
spirito). Ci siamo chieste perchè Coop Consumatori potrebbe aver deciso
di usare questa immagine. La scritta sotto la foto recita: dopo aver
salvato le banche, ora c’è da pensare alle famiglie. Non c’era qualche
altra immagine da usare per illustrare questo concetto? In fondo, il
latte artificiale per un lattante è, come ben sapete, un prodotto di
seconda linea, di qualità molto inferiore a quello di prima linea. E se
proprio volevate rappresentare l’alimentazione di un bambino, perchè non
scegliere dei genitori che nutrono un bambino più grandicello con
salutari alimenti complementari fatti con amore in casa e non scelti tra
quelli, di qualità inferiore, che offre l’industria, Coop compresa.
Quello che vogliamo dire con questa lettera è che volendo rappresentare
l’alimentazione infantile dovreste farlo scegliendo il meglio, e cioè il
latte materno e gli alimenti complementari fatti in casa partendo da
ingredienti freschi e naturali. Spesso su Coop Consumatori scrivete del
vostro impegno per una sana alimentazione, anche allo scopo di ridurre o
controllare l’attuale epidemia di obesità. Se volete essere coerenti con
questo impegno, cercate di non usare immagini di alimentazione
artificiale. E’ come se per rappresentare la masticazione sceglieste
l’immagine di una dentiera, invece di quella di denti belli e sani!

Inseriremo questa lettera sul nostro blog https://alibablog.wordpress.com/

Cordiali saluti

Seguono 26 firme

Latte artificiale contaminato in Cina

Riceviamo e diffondiamo le considerazioni a riguardo del dottor Adriano Cattaneo, epidemiologo dell’Istituto Burlo Garofolo di Trieste e portavoce di IBFAN Italia.

Una versione PDF dell’articolo, stampabile, si può scaricare qui.

Alcune osservazioni sul latte artificiale contaminato da melamina in Cina

di Adriano Cattaneo

25 Settembre 2008

Ibfan Italia e, prima di essa, la Rete Italiana Boicottaggio Nestlè si sono sempre battute per la protezione dell’allattamento al seno e contro la pressione commerciale esercitata dai produttori di latte artificiale per diffondere l’uso dei sostituti del latte materno. Proprio per questo non possiamo stare zitti di fronte allo scandalo del latte artificiale contaminato da melamina. Vogliamo offrire al pubblico le seguenti  considerazioni “fuori dal coro”.

Condanniamo senza ombra di dubbio:

  • I fornitori di materia prima per l’industria del latte artificiale, probabilmente i responsabili primari dell’aggiunta di melamina per far sembrare il loro latte ricco di quelle proteine che potrebbe non aver avuto in origine, o che potrebbero essere state sottratte dal latte per essere vendute per altri scopi, più profittevoli. Approfittiamo per far notare che il mercato di questa materia prima è globale, e non c’è quindi da stupirsi se un latte contaminato da melamina è stato usato in Cina anche da altri produttori e per altri prodotti derivati del latte, e se ha passato i confini della Cina per essere usato in altri paesi. Solo a titolo di esempio, la ditta neozelandese Fonterra (vedi sotto) fornisce materia prima anche alla Nestlè e alla Wyeth, due note produttrici di alimenti per l’infanzia (e non solo, nel caso della Nestlè). Probabilmente, o forse sicuramente, la materia prima neozelandese non è contaminata da melamina, ma è importante sapere che la provenienza dei vari ingredienti dei latti artificiali è globale.
  • La ditta cinese Sanlu, e la neozelandese Fonterra che della Sanlu possiede oltre il 40% delle azioni, per non aver controllato la filiera dei fornitori e la catena di produzione, ed aver così permesso ad un latte artificiale (e a chissà quanti altri prodotti derivati del latte) contaminato da una sostanza pericolosa per la salute di essere immesso sul mercato in grande quantità. Le due ditte sono ancor più responsabili, visto che le prime segnalazioni degli effetti negativi sulla salute di quel latte artificiale risalgono al 2007, con qualche certezza in più sulle cause della malattia nel Marzo del 2008, e con la certezza assoluta all’inizio di Agosto, in coincidenza con l’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Aver tenuto la notizia nascosta è un atto criminale. Ma ricordiamo che anche la Nestlè, nel 2005, tenne nascosta per mesi la notizia che il suo latte artificiale era contaminato da Isopropil Tio Xanhone (ITX). Tutto il mondo è paese.
  • Il governo cinese, non solo per aver contribuito, con Sanlu e Fonterra, a tenere nascosta la notizia (e forse costretto Sanlu e Fonterra a tenerla nascosta), ma anche per non aver applicato attraverso i suoi ministeri i dovuti controlli di qualità su tutto il ciclo produttivo. Inoltre, come vedremo tra poco, condanniamo il governo cinese per non aver protetto come doveva, e come si è impegnato a fare votando nel 2002 a favore della Strategia Globale per l’Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini dell’OMS, l’allattamento al seno. Ma anche in questo caso tutto il mondo è paese.

Siamo di conseguenza solidali con le vittime della contaminazione e con le loro famiglie, probabilmente povere (anche in Cina i ricchi sono meno soggetti alle conseguenze del libero mercato). Sono decine di migliaia i bambini colpiti, migliaia probabilmente quelli colpiti in modo grave, quattro finora i morti notificati. Ma potrebbero essere di più: qualche decina? Sono tanti, ma sono molto meno dei bambini che si ammalano e muoiono perché non sono allattati al seno e sono quindi alimentati con latte artificiale “sano”, non contaminato da melamina o da altre sostanze chimiche o da batteri come l’Enterobacter sakazakii (responsabile di decessi in Belgio e Francia negli ultimi anni) o la Salmonella kedougou (latti artificiali della ditta Sanutri confiscati in Spagna nell’Agosto 2008 dopo aver infettato una trentina di bambini). Secondo l’Unicef (State of the World Children, 2008), in Cina nascono circa 17,5 milioni di bambini l’anno; oltre 415.000 muoiono prima dei 5 anni d’età; di questi, quasi 350.000 prima di compiere un anno. Sempre secondo l’Unicef, i bambini allattati esclusivamente al seno nei primi 6 mesi sono circa il 50%; secondo il Ministero della Salute cinese, tra le famiglie povere questa percentuale scende al 38% (era il 62% nel 2000). Circa il 10% dei bambini cinesi soffre di denutrizione moderata o grave. Nelle aree rurali oltre il 30% della popolazione non ha accesso ad acqua potabile. Secondo fonti autorevoli come il Lancet potrebbero essere attribuite alla mancanza di allattamento al seno, e quindi al latte artificiale, il 13% delle morti sotto i 5 anni: stiamo parlando di una cifra che si aggira attorno ai 50.000 morti l’anno. Questi decessi, in maggioranza per diarrea e polmonite, non sono che la punta dell’iceberg; sono milioni i casi di malattia per mancato allattamento al seno, centinaia di migliaia i casi gravi.

Ci allarmiamo, giustamente, per i molti bambini ammalati ed i pochi morti da latte artificiale con melamina, al punto da mettere sotto accusa addirittura tutto il sistema produttivo cinese (mentre nessuno s’è sognato di mettere sotto accusa l’intero sistema produttivo italiano per il latte all’ITX o quello spagnolo per il latte alla salmonella). Non ci allarmiamo, invece, per i 50.000 morti l’anno ed i milioni di bambini ammalati da latte artificiale senza melamina. Com’è possibile che siamo diventati così ciechi! Possibili spiegazioni:
  • Che in Cina le donne lavorino 12 ore al giorno, 6 giorni la settimana, senza nessuna protezione, meno che meno per allattare i propri figli (in realtà l’unico figlio che è loro permesso avere), conviene ai nostri investitori in quel paese. Conviene anche a noi consumatori, possiamo acquistare prodotti a basso prezzo.
  • Che in Cina succeda quanto sopra conviene anche alle multinazionali dell’alimentazione infantile. Più donne con difficoltà ad allattare vuol dire più donne ben disposte nei confronti del marketing dei sostituti del latte materno.
Le multinazionali di cui sopra, Nestlè e Danone in testa, imitate dai concorrenti locali, Sanlu in testa, hanno trovato in Cina il bengodi. Mercato immenso e deregolato, o regolabile a piacere, nel quale possono violare senza ostacoli, con la compiacenza del governo, il Codice Internazionale OMS/Unicef sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. Possono donare latte artificiale agli ospedali, per indurli all’uso; possono inondare sistema sanitario e media di pubblicità diretta e indiretta; possono fare regali, di piccolo e di grande valore, agli operatori sanitari per conquistarne la riconoscenza; possono regalare cd musicali ai clienti più fedeli; possono usare false asserzioni quali “rende vostro figlio più intelligente” o “aiuta a costruire il suo sistema immunitario” per vendere di più. Diminuisce di conseguenza l’allattamento al seno; aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo solo quando un incidente alla melamina interrompe la “normalità” dei quotidiani attentati contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l’anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione.