Febbre Suina

Su alibaba, una mamma ha chiesto ad Adriano Cattaneo, epidemiologo del Burlo Garofolo di Trieste, un opinione sulla febbre suina. Ecco la risposta:

“la famiglia dei virus influenzali è grande. in realtà ci sono solo 3 clan,
A, B e C, ma all’interno di ogni clan vi sono moltissime varianti e,
soprattutto, grande capacità di variare. tant’è che si può dire che ogni
nuova epidemia di influenza è causata da un nuovo virus (o quasi; a volte
ritornano). inoltre, ci sono virus influenzali per ogni specie di
mammifero, o quasi, ed in genere i virus preferiscono circolare
all’interno della loro specie prediletta. a volte però, fanno il salto di
specie. questo succede in generale quando ci sono frequenti ed assidui
contatti tra specie, nei nostri casi tra polli e umani, tra suini ed
umani, etc. quasi sempre il salto di specie finisce presto: qualche umano
si infetta, ma il virus non va più in là perchè non riesce ad adattarsi
alla nuova specie, all’uomo. più raramente si adatta ed inizia a
trasmettersi da umano ad umano. sembra essere questo il caso di questa
influenza suina.
che succederà? difficile prevedere. la trasmissione è molto facile, da
persona a persona, gli umani non conoscono frontiere, nonostante calderoli
e maroni, i virus nemmeno, gli umani tendono ad incontrarsi, ridere,
piangere, toccarsi, etc ed i virus ne approfittano. è molto probabile che
l’epidemia continui e si estenda, è sempre successo con tutte le epidemie
di influenza, succederà anche con questa. anche quando ci sarà un vaccino
a disposizione, tra qualche mese, l’epidemia continuerà ad espandersi,
perchè il vaccino antinfluenzale (per lo meno tutti quelli usati finora)
non hanno efficacia protettiva vicina al 100%, viaggiano più verso il
60-70. il che vuol dire che ci sarà abbastanza protezione individuale, ma
non protezione contro la trasmissione e l’epidemia. che quindi si spegnerà
da sola, quando non ci saranno più molti individui da infettare.
è grave? anche questo è difficile dirlo ora, perchè non sono a punto i
sistemi di diagnosi certa che permetterebbero di dire quanti ne muoiono, o
si ammalano gravemente, tra quelli infettati. forse sapremo dire se è
grave tra un mesetto, quando avremo più dati e più accurati.
si può fare qualcosa? certamente. intanto, per le persone che si ammalano,
ci sono buone cure infermieristiche di sostegno, cure per le complicazioni
e, forse, anche cure antivirali. un paio di farmaci ci sono, anche se
bisogna aspettare un po’ per sapere con certezza se sono efficaci contro
questo virus. non bisogna però riporre troppa fiducia nei farmaci, contro
i virus non sono mai così efficaci come lo è un antibiotico per una
polmonite da pneumococco. meglio, in ogni caso, adottare misure
preventive. il virus si diffonde con tosse e starnuti, quindi cercare di
evitare di tossire addosso alle persone e farsi tossire addosso. inoltre,
le secrezioni si depositano sulle mani e su vari oggetti (soprattutto
fazzoletti o roba simile). quindi lavare bene e spesso le mani, se si
usano fazziletti di carta buttarli via, se quelli di cotone lavarli sèesso
in lavatrice senza tenerseliper giorni e giorni, etc. e poi mangiar bene,
tenersi in forma.
spero di aver fatto la parte del buon epidemiologo, ciao, adriano”

La demagogia del latte artificiale gratis

 IBFAN Italia ha organizzato una petizione per modificare l’art.19 comma 18 del “Decreto anticrisi” in via di approvazione al Senato, che prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l’acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.

Per leggere e aderire alla petizione seguire il seguente link  http://nolattegratis.altervista.org/

Prescrizioni pediatriche pericolose

Prescrizioni pediatriche pericolose

In Francia, nel 2005, è stata condotta un’indagine dal French Health
Insurance nel Dipartimento dell’Aude relativamente alle richieste di
rimborso farmaceutico ricevute tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre
2001.
L’attenzione è stata focalizzata sui farmaci prescritti a 41.272
bambini ed adolescenti <16 anni. I farmaci, in base alla scheda
tecnica, erano controindicati in questa fascia di età, ma 4316
bambini vi sono stati esposti.

Sono state raccolte 1282 prescrizioni relative a decongestionanti
nasali (636 prescrizioni per uso topico e 646 per via orale), la metà
delle quali (21% delle prescrizioni controindicate) a base di
pseudoefedrina, da sola o in associazione. La pseudoefedrina, come
altri decongestionanti vasocostrittori, espone al rischio di gravi
eventi avversi di tipo neurologico, psichiatrico e cardiovascolare
(cefalea, parestesie, crisi convulsive, stroke, emorragia cerebrale,
ipertensione arteriosa). Il 17% delle prescrizioni controindicate
(n=1031) riguardavano invece i FANS, inappropriati per questa fascia
d’età.

La niaprazina, un antistaminico commercializzato per l’insonnia
occasionale, è stato prescritto (soprattutto da medici di medicina
generale) a 108 bambini con un’età media di 1,6 anni, ma è
controindicato nei bambini di età ❤ anni perchè comporta un rischio
di malessere ad esordio improvviso, pallore, perdita di conoscenza,
agitazione, crisi convulsive ed ipossia.
Altre 570 prescrizioni (soprattutto da parte di pediatri)
riguardavano associazioni contenenti eucaliptolo, un derivato
terpenico controindicato nei bambini minori di 12 anni perché può
causare crisi convulsive.

Molti farmaci rilevati da questa indagine sono noti per poter causare
eventi avversi gravi ma vengono prescritti per disturbi di lieve
entità, dato sintomatico di una tendenza eccessivamente diffusa.
I bambini sono esposti come gli adulti al rischio di effetti avversi
anche gravi e fornire una migliore informazione ai pazienti ed ai
professionisti sanitari potrebbe aiutare a ridurne la frequenza.

Fonte
Prescrire Editorial Staff. Dangerous paediatric prescriptions.
Prescrire Int 2008; 17: 244.

Lettera alla Coop

Al dott. Riccardo Bagni

Vice Presidente Coop Italia

Al dott. Claudio Mazzini

Responsabile Innovazioni e Valori Coop Italia

Cari dott. Bagni e dott. Mazzini,
siamo un gruppo di mamme iscritte ad una mailing list che si occupa di
alimentazione dei bambini e delle bambine.

Molte di noi sono anche socie
Coop in diverse città sparse per l’Italia.

Alcune di noi vi hanno anche già scritto facendovi notare come in alcuni punti vendita Coop si
promuovano mediante sconti, latti artificiali per lattanti, i cosiddetti
Formula 1, pratica vietata non solo dal Codice Internazionale sulla
Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno dell’OMS, ma anche
dalla legge italiana in vigore (alcuni supermercati di altre catene sono
già stati multati su nostra segnalazione per questa violazione di legge;
segnaleremo anche le violazioni di Coop Italia, se non saranno
prontamente rimossi gli sconti).
Vi scriviamo ora perchè abbiamo visto che sulla copertina dell’ultimo
numero di Coop Consumatori è raffigurato un padre che alimenta suo
figlio con un biberon. Questa non è un’infrazione della legge,
ovviamente, e se latte artificiale e biberon non sono identificabili
come appartenenti ad un certo marchio non si tratta nemmeno di una
violazione del Codice Internazionale (anche se sicuramente ne viola lo
spirito). Ci siamo chieste perchè Coop Consumatori potrebbe aver deciso
di usare questa immagine. La scritta sotto la foto recita: dopo aver
salvato le banche, ora c’è da pensare alle famiglie. Non c’era qualche
altra immagine da usare per illustrare questo concetto? In fondo, il
latte artificiale per un lattante è, come ben sapete, un prodotto di
seconda linea, di qualità molto inferiore a quello di prima linea. E se
proprio volevate rappresentare l’alimentazione di un bambino, perchè non
scegliere dei genitori che nutrono un bambino più grandicello con
salutari alimenti complementari fatti con amore in casa e non scelti tra
quelli, di qualità inferiore, che offre l’industria, Coop compresa.
Quello che vogliamo dire con questa lettera è che volendo rappresentare
l’alimentazione infantile dovreste farlo scegliendo il meglio, e cioè il
latte materno e gli alimenti complementari fatti in casa partendo da
ingredienti freschi e naturali. Spesso su Coop Consumatori scrivete del
vostro impegno per una sana alimentazione, anche allo scopo di ridurre o
controllare l’attuale epidemia di obesità. Se volete essere coerenti con
questo impegno, cercate di non usare immagini di alimentazione
artificiale. E’ come se per rappresentare la masticazione sceglieste
l’immagine di una dentiera, invece di quella di denti belli e sani!

Inseriremo questa lettera sul nostro blog https://alibablog.wordpress.com/

Cordiali saluti

Seguono 26 firme

Allattamento e perdita dei capelli

La perdita più o meno cospicua di capelli è tipica del post-partum ed è conseguenza dello stress da parto e non dell’allattamento. Essa dipende dalla maggiore prevalenza di capelli in fase di riposo (telogen) e successiva loro caduta (effluvium), in contrapposizione alla marcata percentuale di capelli in ase di crescita attiva (anagen) durante la gravidanza. Il lasso di tempo fra stress ed effluvium è di circa 3-4 mesi, il picco a 6 mesi, e la durata fino a 1 anno o più, anche se c’è una enorme variabilità individuale. L’assottigliamento della chioma di solito si risolve dopo 18 mesi. La questione si imbroglia perchè in alcuni casi la perdita di capelli può essere sintomo di una patologia come l’ipotiroidismo, scatenato da gravidanza e puerperio; oppure di celiachia. Occorre quindi una valutazione medica che escluda queste o altre possibilità. Sugli integratori non ci sono prove di efficacia serie.

tratto dalla mailing list Ali_ba_ba

Latte artificiale contaminato in Cina

Riceviamo e diffondiamo le considerazioni a riguardo del dottor Adriano Cattaneo, epidemiologo dell’Istituto Burlo Garofolo di Trieste e portavoce di IBFAN Italia.

Una versione PDF dell’articolo, stampabile, si può scaricare qui.

Alcune osservazioni sul latte artificiale contaminato da melamina in Cina

di Adriano Cattaneo

25 Settembre 2008

Ibfan Italia e, prima di essa, la Rete Italiana Boicottaggio Nestlè si sono sempre battute per la protezione dell’allattamento al seno e contro la pressione commerciale esercitata dai produttori di latte artificiale per diffondere l’uso dei sostituti del latte materno. Proprio per questo non possiamo stare zitti di fronte allo scandalo del latte artificiale contaminato da melamina. Vogliamo offrire al pubblico le seguenti  considerazioni “fuori dal coro”.

Condanniamo senza ombra di dubbio:

  • I fornitori di materia prima per l’industria del latte artificiale, probabilmente i responsabili primari dell’aggiunta di melamina per far sembrare il loro latte ricco di quelle proteine che potrebbe non aver avuto in origine, o che potrebbero essere state sottratte dal latte per essere vendute per altri scopi, più profittevoli. Approfittiamo per far notare che il mercato di questa materia prima è globale, e non c’è quindi da stupirsi se un latte contaminato da melamina è stato usato in Cina anche da altri produttori e per altri prodotti derivati del latte, e se ha passato i confini della Cina per essere usato in altri paesi. Solo a titolo di esempio, la ditta neozelandese Fonterra (vedi sotto) fornisce materia prima anche alla Nestlè e alla Wyeth, due note produttrici di alimenti per l’infanzia (e non solo, nel caso della Nestlè). Probabilmente, o forse sicuramente, la materia prima neozelandese non è contaminata da melamina, ma è importante sapere che la provenienza dei vari ingredienti dei latti artificiali è globale.
  • La ditta cinese Sanlu, e la neozelandese Fonterra che della Sanlu possiede oltre il 40% delle azioni, per non aver controllato la filiera dei fornitori e la catena di produzione, ed aver così permesso ad un latte artificiale (e a chissà quanti altri prodotti derivati del latte) contaminato da una sostanza pericolosa per la salute di essere immesso sul mercato in grande quantità. Le due ditte sono ancor più responsabili, visto che le prime segnalazioni degli effetti negativi sulla salute di quel latte artificiale risalgono al 2007, con qualche certezza in più sulle cause della malattia nel Marzo del 2008, e con la certezza assoluta all’inizio di Agosto, in coincidenza con l’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Aver tenuto la notizia nascosta è un atto criminale. Ma ricordiamo che anche la Nestlè, nel 2005, tenne nascosta per mesi la notizia che il suo latte artificiale era contaminato da Isopropil Tio Xanhone (ITX). Tutto il mondo è paese.
  • Il governo cinese, non solo per aver contribuito, con Sanlu e Fonterra, a tenere nascosta la notizia (e forse costretto Sanlu e Fonterra a tenerla nascosta), ma anche per non aver applicato attraverso i suoi ministeri i dovuti controlli di qualità su tutto il ciclo produttivo. Inoltre, come vedremo tra poco, condanniamo il governo cinese per non aver protetto come doveva, e come si è impegnato a fare votando nel 2002 a favore della Strategia Globale per l’Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini dell’OMS, l’allattamento al seno. Ma anche in questo caso tutto il mondo è paese.

Siamo di conseguenza solidali con le vittime della contaminazione e con le loro famiglie, probabilmente povere (anche in Cina i ricchi sono meno soggetti alle conseguenze del libero mercato). Sono decine di migliaia i bambini colpiti, migliaia probabilmente quelli colpiti in modo grave, quattro finora i morti notificati. Ma potrebbero essere di più: qualche decina? Sono tanti, ma sono molto meno dei bambini che si ammalano e muoiono perché non sono allattati al seno e sono quindi alimentati con latte artificiale “sano”, non contaminato da melamina o da altre sostanze chimiche o da batteri come l’Enterobacter sakazakii (responsabile di decessi in Belgio e Francia negli ultimi anni) o la Salmonella kedougou (latti artificiali della ditta Sanutri confiscati in Spagna nell’Agosto 2008 dopo aver infettato una trentina di bambini). Secondo l’Unicef (State of the World Children, 2008), in Cina nascono circa 17,5 milioni di bambini l’anno; oltre 415.000 muoiono prima dei 5 anni d’età; di questi, quasi 350.000 prima di compiere un anno. Sempre secondo l’Unicef, i bambini allattati esclusivamente al seno nei primi 6 mesi sono circa il 50%; secondo il Ministero della Salute cinese, tra le famiglie povere questa percentuale scende al 38% (era il 62% nel 2000). Circa il 10% dei bambini cinesi soffre di denutrizione moderata o grave. Nelle aree rurali oltre il 30% della popolazione non ha accesso ad acqua potabile. Secondo fonti autorevoli come il Lancet potrebbero essere attribuite alla mancanza di allattamento al seno, e quindi al latte artificiale, il 13% delle morti sotto i 5 anni: stiamo parlando di una cifra che si aggira attorno ai 50.000 morti l’anno. Questi decessi, in maggioranza per diarrea e polmonite, non sono che la punta dell’iceberg; sono milioni i casi di malattia per mancato allattamento al seno, centinaia di migliaia i casi gravi.

Ci allarmiamo, giustamente, per i molti bambini ammalati ed i pochi morti da latte artificiale con melamina, al punto da mettere sotto accusa addirittura tutto il sistema produttivo cinese (mentre nessuno s’è sognato di mettere sotto accusa l’intero sistema produttivo italiano per il latte all’ITX o quello spagnolo per il latte alla salmonella). Non ci allarmiamo, invece, per i 50.000 morti l’anno ed i milioni di bambini ammalati da latte artificiale senza melamina. Com’è possibile che siamo diventati così ciechi! Possibili spiegazioni:
  • Che in Cina le donne lavorino 12 ore al giorno, 6 giorni la settimana, senza nessuna protezione, meno che meno per allattare i propri figli (in realtà l’unico figlio che è loro permesso avere), conviene ai nostri investitori in quel paese. Conviene anche a noi consumatori, possiamo acquistare prodotti a basso prezzo.
  • Che in Cina succeda quanto sopra conviene anche alle multinazionali dell’alimentazione infantile. Più donne con difficoltà ad allattare vuol dire più donne ben disposte nei confronti del marketing dei sostituti del latte materno.
Le multinazionali di cui sopra, Nestlè e Danone in testa, imitate dai concorrenti locali, Sanlu in testa, hanno trovato in Cina il bengodi. Mercato immenso e deregolato, o regolabile a piacere, nel quale possono violare senza ostacoli, con la compiacenza del governo, il Codice Internazionale OMS/Unicef sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. Possono donare latte artificiale agli ospedali, per indurli all’uso; possono inondare sistema sanitario e media di pubblicità diretta e indiretta; possono fare regali, di piccolo e di grande valore, agli operatori sanitari per conquistarne la riconoscenza; possono regalare cd musicali ai clienti più fedeli; possono usare false asserzioni quali “rende vostro figlio più intelligente” o “aiuta a costruire il suo sistema immunitario” per vendere di più. Diminuisce di conseguenza l’allattamento al seno; aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo solo quando un incidente alla melamina interrompe la “normalità” dei quotidiani attentati contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l’anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione.

Cesenatico 18/10/08 Convegno -Mano nella mano…per una rete di sostegno all’allattamento-

In occasione della SAM 2008 e per celebrare chi fornisce sostengo alle madri:

 

ASSOCIAZIONE “PARTI CON NOI”

ASSOCIAZIONE “DON MILANI”

CONSULTORIO PER LA FAMIGLIA “DON GIORGINI”

CENTRO AIUTO ALLA VITA – CESENA
Ass.I.Pro.V.

 

Invitano a partecipare all’incontro in occasione della SAM 2008:

 

Mano nella mano

… per una rete di sostegno

all’allattamento

 

Cesenatico, 18 ottobre 2008

Centro Ricerche Marine

Ore 8.00 – 18.30

 

La partecipazione è gratuita

Per info: 3479415705

e-mail: particonnoi@libero..it

 

L’idea di incontrarci è nata dall’esigenza di avere un’occasione di formazione, conoscenza e confronto fra “peer counsellor” e creare un evento ad hoc per mamme (e papà); dallo scambio di opinioni e pensieri è inoltre emerso il desiderio di “fare rete” tra noi e con le strutture del territorio di appartenenza. Si parlerà quindi del sostegno da mamma a mamma, delle esperienze di sostegno all’allattamento in Italia ed oltre, di come strutturare una rete e del progetto di una “federazione” di gruppi di sostegno.

 

Partendo dalle opinioni di molti e dal documento “Protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno in Europa: un programma d’azione” presentato alla conferenza di Dublino, Irlanda, il 18 Giugno 2004, abbiamo individuato alcuni temi che saranno discussi in tavoli di lavoro:

 

1)    I punti critici nell’esperienza di sostegno all’allattamento

2)   Organizzazione di gruppi di auto-aiuto e rapporti con il territorio

3)   La formazione delle “peer counsellor” ed il curriculum

4)   Il 10° passo del BFHI: stato dell’arte e futuro

5)   La federazione dei gruppi di sostegno all’allattamento: proposte operative

 

 

Sarebbe utile avere contributi, osservazioni, materiale, interventi e dati sulle attività dei gruppi prima del convegno in modo da poter dare spazio e visibilità a tutti compatibilmente con il poco tempo a disposizione. In allegato troverete una scheda di iscrizione e una scheda rilevazione dati del vostro gruppo (o singoli!): inviatela il prima possibile.

Tutti i contributi saranno preziosi: vi aspettiamo!

 

Durante il convegno sarà allestito uno spazio di presentazione dei vari gruppi attraverso dei poster.

I gruppi interessati dovranno realizzare una relazione sulla propria attività applicando i fogli scritti, i grafici, le immagini o le fotografie su un cartoncino di 1m di altezza per 70 cm di base.

Ogni gruppo dovrà poi inviare il testo del poster sotto forma di relazione (word) entro il 30 settembre 2008 all’indirizzo particonnoi@libero.it indicando come oggetto della mail poster per convegno. In questo modo potremo inserire il materiale negli atti del convegno.